Un amore Oscuro. Un Segreto che giace in fondo al Mare. Una
Storia che Rinasce.
Ursula si risveglia dal coma senza ricordi. Non sa chi sia, perché sia stata ferita né cosa significhino gli incubi vividi che la tormentano, sussurrandole atrocità indicibili e una malvagità che mette i brividi. L’unica cosa reale, ora, è l’isola di Gorgonia e la misteriosa identità della persona che le ha salvato la vita.
Alistair è un capitano tormentato, un'anima oscura abituata alle tempeste. Eppure, solo al fianco di Ursula - la ragazza dai capelli viola e argento - la sua furia interiore si placa. Tra loro nasce una connessione immediata, una luce inaspettata che frantuma il buio delle loro anime.
Ma a Cape Shell, nessuno dei due è al sicuro. Qualcuno è tornato a finire il lavoro. E quando la memoria di Ursula tornerà, avrà la forza distruttiva di uno tsunami che porta con sé, non solo ricordi
di un passato da "principessa dimenticata", ma anche il motivo per cui è stata costretta a infliggere le cattiverie più atroci.
Lei è più di un semplice mistero. È un bersaglio.
Ursula e Alistair sono due anime dannate che solo insieme trovano redenzione. Ma possono due personaggi privi di anima seguire una luce che non meritano? O il destino è già stato scritto da chi
crede che non ci sia perdono per la loro oscurità?
Un retelling moderno in chiave Romantasy della Strega del Mare, dove il cattivo non ha attenuanti, ma solo colpe da espirare. Eppure, la domanda resta: e se, per tutto questo tempo,
ci avessero raccontato la storia sbagliata?
Una storia dove identità e destino si confondono tra ombre e maree. Un retelling che ci regala la rinascita della protagonista.
Ursula si risveglia in una stanza d’ospedale senza memoria. Apparentemente fragile e spaesata, è allo stesso tempo determinata a ritrovare la sua vera vita e, soprattutto, a scoprire chi l’abbia salvata. Accanto a lei ci sono solo pochi oggetti, che però non sembrano evocarle alcun ricordo. Grazie all’aiuto di un’infermiera riesce a carpire alcune informazioni sul luogo in cui si trova e, approfittando di un momento favorevole, a fuggire.
«Vai, ora! Ci vediamo dopo!» Mi incammino verso quelle luci, ma a un tratto mi blocco e mi volto. «Che c’è?» chiede. «Come ti chiami?» Tentenna un istante. «Winola». «Gra… Grazie, Winola». «Di niente. Ora vai… Ursula». E, d’improvviso, a sentire quel nome ho la certezza che, sì, Ursula sono proprio io.
In poco tempo riesce a guarire completamente e trova persino lavoro come cameriera in un pub. In modo inatteso, la memoria comincia a riaffiorare, trasformando ogni ricordo in una tappa del suo viaggio, delle sue paure e dei suoi incubi. Ursula si ritrova così immersa in un mondo che, come un vortice, avvolge identità, colpa e desiderio di perdono.
Alistair,è un capitano tormentato e ambiguo. Un lato oscuro prevale su ogni cosa: è spietato, consapevole di fare del male, ma nella sua vita ha conosciuto solo questo e non sa fare altro.
Navigo da sempre sotto un’unica bandiera: quella del denaro. Lavoro per chi paga meglio: contrabbandieri, milizie e persino governi corrotti. Non ho patria, né alleanze durature. Ogni giorno è una questione di calcolo, opportunismo e controllo.
Non riesce a togliersi dalla mente la ragazza che ha salvato dal mare. Deve ripartire per due settimane, ma vorrebbe restare sull’isola per cercarla. Fino a quando, incredulo, la riconosce mentre serve a un tavolo nel pub che frequenta abitualmente.
Mangio un solo boccone di pane tutta la sera. Lo stomaco mi si è chiuso dal momento in cui l’ho vista e ho iniziato a proteggerla con lo sguardo. E mi odio per questo. Io non inseguo. Non aspetto. E soprattutto, non desidero. Desiderare è un lusso. È un’arma puntata contro di te, sempre. Eppure, ogni volta che la vedo aggirarsi tra i tavoli, mi sento come uno stupido cane da guardia, silenzioso, attento, in allerta.
Alistair si avvicina a Ursula e la salva da alcune situazioni pericolose, senza però rivelarle di conoscerla né di averla strappata alla morte. Si sente difettoso, spezzato, feroce, ma miracolosamente in pace e colmo di luce quando Ursula è al suo fianco. Eppure, a volte, capire lei e i suoi comportamenti gli sembra terribilmente complicato.
Lei è un’incognita. I suoi occhi sono un mare perennemente in tempesta, che non permette di comprendere la scia delle onde. Quel blu cobalto è capace di trasportarmi nell’abisso dell’anima che ero convinto di aver perso. Mi annienta. Mi spezza. Mi destabilizza. Mi divora.
Entrambi sono di poche parole e faticano a dare voce a ciò che provano. Così permettono ai silenzi di avvicinarli, lasciando che baci e carezze parlino al posto loro.
Sto lasciando che l’istinto della nuova me prenda il sopravvento e si lasci trasportare da questo momento che desidero continui ancora.
Da una parte Ursula apprezza la vicinanza di Alistair: con lui vive un turbine di emozioni mai provate prima. Dall’altra, però, ha paura, perché è ancora alla ricerca di se stessa e accanto a lui sente le proprie certezze vacillare. Tra loro non mancheranno incomprensioni, allontanamenti e intensi momenti di passione.
Il legame tra i due è la forza magnetica del romanzo: immediato, viscerale, fatto di scintille e ombre. Non è solo una storia d’amore, ma un riflesso della ricerca di sé, un tentativo reciproco di non soccombere al proprio passato e di provare ad avere una vita nuova.
L’ambientazione dell’isola di Gorgonia e di Cape Shell è suggestiva e gotica: un luogo dove ogni angolo nasconde verità taciute e pericoli. La sensazione costante è quella di un mare che non perdona, custode di segreti troppo pesanti per restare sommersi.
Faulty è un romanzo che mescola romanticismo oscuro, mistero e mitologia con un’abilità che cattura sin dalle prime pagine. L’autrice reinterpreta il mito della Strega del Mare in chiave moderna e profondamente emotiva, ribaltando il punto di vista con una domanda semplice e destabilizzante: e se la cattiva non fosse mai stata veramente cattiva?
Una storia d’amore che brucia e guarisce allo stesso tempo. Una lettura che avvolge, lacera e ricompone, facendo sognare tra gli abissi del mare.
Giusi M.
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