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giovedì 29 gennaio 2026

Review Party: Recensione "Sole Ribelle" di Stefania Bernardo

Ciao Rumors. Oggi la nostra Giusi M. ci parla del  nuovo romance in Self Publishing intitolato Sole ribelle di Stefania Bernardo. Data di pubblicazione 21 gennaio 2026.


Titolo: Sole ribelle
Autore: Stefania Bernardo
Editore: Self Publishing 
Genere: Romance 
Data di uscita: 21 gennaio 2026
 
Prigioniera di un matrimonio crudele, Maribel decide di fuggire dopo l’ennesima punizione.

Per riuscirci, finisce per allearsi con un corsaro in fuga dagli spagnoli, pronto a tutto pur di spezzare le catene che lo tengono legato.

Ma Isaac vive secondo una sola legge: vincere
Maribel diventa il suo ostaggio, una leva da usare in una guerra che non ammette esitazioni.

Eppure i loro sguardi si cercano, i corpi si sfiorano, le parole diventano lame. La passione che nasce è più insidiosa del mare in tempesta e più pericolosa dei nemici che li braccano. Una maledizione pronta a trascinarli all’inferno.

Non possono cedere.
Lei ha una promessa da mantenere.
Lui non conosce la resa.

Tra arrembaggi, tradimenti e scelte sanguinose, il mare diventa il teatro di una battaglia in cui sono costretti a mettere in gioco tutto.
E a salvarli può essere solo l’amore: ribelle come il sole che, ogni mattina, sconfigge la notte.
 
IL LIBRO CI È STATO DONATO  DALLA STESSA AUTRICE
 SENZA ALCUNO SCOPO DI LUCRO

LE IMMAGINI USATE NON SONO NOSTRE E NON CI GUADAGNAMO SU ESSE. TUTTI II DIRITTI APPARTENGONO AI PROPRIETARI
  



Sole Ribelle è un romanzo che mescola avventura, passione e tensione emotiva, trasportando il lettore in un mondo di mari in tempesta, duelli e segreti oscuri.

Maribel, intrappolata in un matrimonio crudele. Sin da ragazzina è cresciuta nella violenza e nella sottomissione. È in cerca di quella libertà che le è stata sempre negata. 

 

Sin da quando era stata obbligata ad andare all’altare, a soli quindici anni, aveva incassato una quantità di schiaffi, pugni e umiliazioni inenarrabili. Come sempre si era piegata, ma ancora resisteva, intenzionata a non spezzarsi.

Ha sempre vissuto nel buio. Non conosce emozioni se non dolore e sofferenza, ma dentro di sé sente di avere un sole che chiede di poter brillare. Ora, dalla sua vita dipende anche quella del suo piccolo figlio, Leandro. Il suo spirito ribelle e il desiderio di offrire ad ogni costo un futuro migliore al bambino, la spingono a non abbassare mai la testa e a e a far sentire la proprio voce, anche a costo di allontanarsi dal suo bene più prezioso. Fu rinchiusa in un convento solo perché ne ha abbastanza di obbedire.

Era una madre degenere. Non poteva essere una donna normale, capace di sopportare il marito, fare il proprio dovere e chinare il capo? Avrebbe preso meno botte e non si sarebbe ritrovata in quel guaio. Lontano da Leandro.

Ma ecco che un prigioniero nemico del marito, nella sua stessa situazione, potrebbe ridarle la libertà. Implorava con gli occhi di essere salvata e invece uscì dal convento ancora una volta come prigioniera. Doveva restare vigile, lucida. Era in mano ai nemici del marito e doveva valutare bene come gestire la sua identità. Meglio tacere e capire come sfruttare quella nuova situazione. Una parte di lei non si arrendeva: voleva prendere Leandro e sparire con lui lontano dal bastone di Gaspar e dal pericolo rappresentato da Isaac Mansfield.

Isaac, corsaro spietato e determinato, capitano della “Black Tide”  È un uomo legato solo alla sua legge, quella della vittoria a tutti i costi, infatti il suo motto è “La libertà è la mia unica padrona.

Comandare un veliero rappresentava l’unica esistenza possibile sin da quando, da ragazzino, aveva deciso di scappare dall’isola di Terranova.

Il suo occhio bendato, che all’inizio gli aveva recato solo dolore, era col tempo diventato il suo segno distintivo, donandogli un’aura misteriosa e quasi intimidatoria.

All’inizio, la benda era stata una condanna. Ricordava il bruciore, la febbre, il dolore del buio che gli aveva divorato mezza vista. La paura di non poter più navigare e di essere inutile al mondo. Ma col tempo aveva imparato a farne un’arma. L’occhio mancante incuteva timore, rendeva il suo sguardo più spietato

C’era qualcosa che ricordava la forza del sole, in quella donna, e sapeva che gli stava mentendo. Però decise di darle del tempo e assecondarla. Non era un prigioniera docile ma quella sua parte ribelle che gli teneva testa lo intrigava.

«Volevo capire che tipo di persona mi avesse catturato.» Teneva sempre il viso rivolto verso le fiamme. «Che idea ti sei fatta?» «Che nessuno ti possiede, nemmeno il mare. Ed è questo che ti rende pericoloso.»

Aveva bisogno di studiare un piano per non   rinunciare alla parte di ricchezza che con tanta fatica aveva guadagnato, e nemmeno per farsi torturare fino alla morte. Per questo con lei al suo fianco credeva di avere un asso nella manica.

Anche per Maribel la  vicinanza ad Isaac le suscitava una strana sensazione, e per la prima volta da quando era stata costretta a sposarsi, si domandò se il tocco di un uomo potesse provocare piacere invece che dolore.

Un mare nero. Furioso e oscuro. Questo era lo sguardo di Isaac. La risucchiava verso rotte che non poteva scoprire.

Erano troppo vicini ed Isaac era abituato a prendere ciò che desiderava. E adesso l’oggetto del suo desiderio era nelle sue mani.

Cercò il viso di lei fino a incrociare quegli occhi d’acqua di fonte, le gote rigate da lacrime che asciugò con le dita insozzare dalla lotta. Riuscì solo a sporcarle di più. Restarono agganciati in uno sguardo disperato un momento di troppo. Le loro labbra vicine. Non doveva farlo. Ma l’istinto ebbe la meglio su qualsiasi altro pensiero. Maribel era fatta di sole, assetata di libertà. Uno spirito destinato alla prigionia che meritava il vento nei capelli.

Quello che successe fu inevitabile. Troppe emozioni represse per troppo tempo esplosero con un’immensa forza, quasi violenta.

I loro respiri si fusero, le labbra si sfiorarono, lente, per poi unirsi in un bacio ruvido, affamato, sporco di sangue e disperazione. Lei rimase incerta, ma poi si abbarbicò ancora di più alle sue spalle e cedette, schiuse appena la bocca in un gesto che bruciò Isaac senza scampo.

Nel cuore di Isaac solo una certezza: quel bacio li aveva gettati entrambi in un abisso da cui non sarebbero mai più risaliti. Attimi di tregua che durano pochissimo. Perché con loro è  tutto un pretesto per attaccarsi a vicenda a dare sfogo al fuoco della passione.

«Devi bruciare all’inferno, per questo.» Maribel seguiva un istinto sconosciuto che pure fluiva naturale, la presa sul suo corpo era possessiva e arrogante. La costringeva a farsi avanti, a strusciare contro quei muscoli caldi. Strinse di più la camicia che si lacerò. Isaac artigliò ciò che restava del corpetto. Percepì la stoffa allontanarsi dalla sua pelle e tremò d’attesa. «Stiamo per andarci insieme. E ti piacerà.»

Tutto il dolore con Gaspar sembrava un eco lontano,  ora con Isaac assumeva una nota dolce e piacevole, e il cuore poteva battere di gioia. Ma erano solo due anime disposte a bruciarsi. Fino a spezzarsi il cuore. La loro unica salvezza era stare lontani.

All’improvviso il caos. Sul ponte della Black Tide, esplose una guerra fatta di potere, e ancora una volta Maribel fu costretta a sottomettersi e a rinunciare alla sua libertà. E Isaac si sentì impotente perché in un certo senso anche lui non era del tutto libero.

Per la prima volta si sentì un vigliacco, un mostro che meritava il cappio per i propri crimini. Non era un capitano libero. Era un cane al guinzaglio di un padrone inglese e di troppi fantasmi. Ma giurò di spezzare quella prigionia. Avrebbe seguito Herrera fino ai confini del mondo pur di ucciderlo e strappargli Maribel dalle mani.

Tra scontri, tradimenti e scelte difficili, e  il mare come  vero e proprio teatro drammatico, dove ogni decisione può avere conseguenze mortali, Isaac e Maribel vivono la loro storia. Tra timore, voglia di riscatto e desiderio, Isaac e Maribel  si avvicinano con cautela. L’attrazione arriva come arrivano le maree, silenziosa e inevitabile. Non era solo fisica , anche se i corpi si riconobbero subito , ma una tensione più sottile, quella sensazione di essere visti senza essere ancora toccati. Ogni parola lasciata a metà diventava una promessa. Ogni silenzio, una domanda. Lo scontro tra obblighi, segreti e passioni proibite alimenta una tensione costante, che rende la narrazione avvincente e imprevedibile.

Il tema centrale, l’amore che libera e che sfida le convenzioni, emerge potente e simbolico, rappresentato come un sole ribelle che sconfigge la notte. Un romanzo che conquisterà chi ama storie di passione travolgente, coraggio femminile e avventura, con un equilibrio tra azione e sentimenti che cattura fino all’ultima pagina. L’autrice riesce a fondere il romance con l’avventura, creando momenti di grande intensità emotiva e sensualità, senza mai perdere il ritmo incalzante della storia.

Sole Ribelle è un romanzo perfetto per chi cerca un mix di avventura, passione e coraggio, con un ritmo serrato e una storia d’amore intensa che “ribelle” come il sole, illumina anche i momenti più oscuri.

Giusi M.

 
 

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