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venerdì 30 settembre 2016

Presentazione " Raval" di Palmieri Chimena

Ciao Rumorsss!Oggi vi presentiamo un romanzo che parla  di invidia e il valore della bellezza " Ravan"di Chimena Palmieri .
Titolo: Raval
Autore: Chimena Palmieri
Editore: Bookabook
Genere: Contemporary Romance

Prezzo: ebook € 5,00 - Cop. Flessibile 15,30 € - Gratis su Kindle Unlimited
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Può davvero la bellezza essere un peso, una maledizione?

Può trasformarsi in un dono malefico che rovina la vita a chi lo possiede perché chi gli sta intorno viene annientato dall’invidia che genera fino a diventare vendetta, possesso, prevaricazione?

Cosa succede a due anime annichilite dalla ferocia altrui, se si trovano l’una di fronte all’altra?

Raval è straniero. È diverso dagli altri ragazzi del suo paese. Lo è nel nome, nel paese, nella lingua e nell’anima. Ed è bellissimo. Essere l’oggetto inconsapevole di desiderio della parte femminile del paese lo rende colpevole agli occhi dei suoi “amici”. Che troveranno il modo di fargliela pagare.

Ester non è straniera, ma è comunque diversa dalle sue amiche. È intelligente, cresciuta in una realtà che le va presto stretta. E anche se lo scoprirà nella maniera peggiore, è bellissima. Saperlo sarà il mezzo che userà per farsi strada, esserlo la farà finire vittima della peggiore invidia, della solitudine e dell’emarginazione.

Biografia Autrice:
Sono Chimena Palmieri, classe 1963, e mi sento tutto meno che Funzionario Amministrativo Contabile, come recita il mio stato di servizio all’Università Politecnica delle Marche, dove lavoro dal 1975 come Responsabile Amministrativo di un Dipartimento della Facoltà di Ingegneria. Ho iniziato nel 1985 come coadiutore giurando fedeltà allo Stato, mi ci ritrovo 30 anni dopo da funzionario, senza obbligo alcuno di fedeltà se non quello morale. L’Università italiana è cambiata molto in 30 anni. Stare in un Dipartimento è come stare in una ditta privata; il “mio”  ha una coorte di 100-120 persone, è come stare a capo di una PMI. 

Ho studiato da ragioniere, ho finito per laurearmi in Sociologia. Mi è sempre piaciuto osservare la gente, cercare di capire i meccanismi di certi comportamenti sia dei singoli che dei gruppi; la laurea è stata per me fonte di immensa soddisfazione, in ogni senso. Per il lavoro mi son serviti tutti e due: il far di conto, il conoscere il mio prossimo e imparare ad andarci d’accordo e a farci andare gli altri che collaborano con me. Gli altri attributi me li son dovuti far sul campo.
Ho sempre vissuto tra Marcelli, un piccolo paese sul mare della Riviera del Conero, e Ancona, dove attualmente vivo e lavoro. Con i suoi limiti e i suoi pregi adoro la mia città, ma mi manca molto un certo rapporto col mare, quotidiano e intenso, che Ancona non può avere. D’estate cerco di rifarmi, ma il mare d’estate …non è la stessa cosa. È di tutti, e di nessuno. Mentre d’inverno era solo mio.
Leggo e scrivo da quando ho imparato a farlo, a quattro anni. Da allora leggere e scrivere sono due delle mie grandi passioni. Altre due riguardano la musica di Luciano Ligabue, che mi ha tenuto per mano,  e mio figlio Francesco, che porto nel cuore. L’ultima la tengo per me.
Lo ammetto, sono una persona esigente, complicata. Con gli anni sono cresciuti i dubbi ed inversamente proporzionali mi sono calate le certezze, e non so dire se questo, alla fine, sia stato meglio o peggio. I miei amici, quelli che io chiamo tali, mi amano per quella che sono, e io gliene sono grata, perché con me ci vuole una gran pazienza.
Amo, pratico e pretendo coerenza, alla quale tendo e tengo molto. Sopra ogni cosa amo ridere e chi mi fa ridere: cosa sempre più rara, e infatti mi ritrovo single felice, per scelta e senza rimedio, da tempi non sospetti.
Storia editoriale
Nel 1997 ho pubblicato autofinanziato “Due mondi”, una raccolta di racconti brevi e poesie, a tema vario, in lingua e in dialetto.
Nel 2010 ho pubblicato con Sonzogno Editore “Sette notti con Liga”:  sette racconti aventi come tema centrale incontri improbabili, ma possibili, di una fan con il suo idolo Luciano Ligabue, giocati sul filo dell’ironia.
Adesso sono qui con “Raval”, una storia a cui tengo molto, e che mi ha “chiamato” fino a quando non mi sono decisa, semplicemente, a scriverla. Una storia che racconta di invidie feroci, e di bellezza, e del male che può scaturirne quando nelle persone l’invidia si posa sulla bellezza altrui. 

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