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giovedì 1 dicembre 2016

Recensione: " Ti amo, stupido" di Cristina Migliaccio

Ciao Rumors! Oggi la nostra Vanessa Mazzatenta ci parlerà di un nuovo romanzo targato Butterfly Edizioni " Ti amo stupido " di Cristina Migliaccio.
Titolo: Ti amo stupido
Autrice: Cristina Migliaccio
Genere: Romanzo Rosa
Editore: Butterfly Edizioni
Prezzo: 0,99 € Ebook

Rebecca Parker sa di essere una calamita per i guai, soprattutto quando abbassa la guardia e si fida di un uomo.
Licenziata dal lavoro dei suoi sogni per aver avuto una relazione col capo, è costretta a ritornare a Lower, a casa di sua madre. Nella sua città d'infanzia rivede quell'antipatico di Scott Evans, diventato un chirurgo affermato. I due non si sopportano da sempre e non fanno altro che battibeccare per ogni più piccola cosa, come fossero cane e gatto. Sotto quella patina schiva, cocciuta e impertinente che Becky gli mostra, Scott, però, non può fare a meno di constatare la chimica che scorre tra di loro. 
Ma è davvero un errore innamorarsi di quello stupido che non fa altro che prenderla in giro? Forse sì.
Anche se è l'errore più bello che lei si sia mai concessa...

Avrei dovuto sapere che Scott Evans sarebbe stato nocivo. Non avevo capito quanto lo sarebbe stato, finché non ho intravisto il colore del nostro futuro. Né rosso, né blu. Né nero, né bianco. Semplicemente, un profondo, infinito, triste e stupido grigio.” 

Sono le ore 02:17 del mattino e a quest'ora tutti in questa casa si aspettano che stia dormendo da almeno tre ore. Anche il cane. 
Ho iniziato a leggere questo libro oggi pomeriggio e l'ho finito poco fa. Più a caldo di così prende fuoco, la recensione! Io ho problemi con gli inizi. No, pirla, te hai problemi con tutto. Vero. Comunque, non è stato tra gli inizi più avvincenti che abbia letto fino ad ora, faticavo ad entrare nella storia e il fatto di non provare empatia con la protagonista, Rebecca Parker, mi stava facendo innervosire. Anche perché, fondamentalmente, io nei libri trovo tracce della scrittrice, quindi è come se condividesse con il lettore una parte di sé, quella che non è concesso mostrare al mondo. Ma non riuscivo a trovarne. Io amo vivere le storie che leggo e non sopporto il non riuscire ad emozionarmi, perché è in loro che mi rifugio quando qualcosa non va. Mi aiutano ad evadere e mi fanno credere che, in fin dei conti, a qualcuno va bene. Almeno su carta stampata. 

L'unica cosa che riuscivo a capire bene era il Karma infame che stava tallonando Reb: ti sono vicina, sistah! Ho trovato i primi capitoli un po' approssimativi, come fosse obbligatorio scriverli SOLO per arrivare ai seguenti. E questo è un peccato: non parlo di descrizioni oggettive, non parlo di allungare il brodo con l'acqua ecc. Ad ogni modo, strutturalmente parlando, non ho trovato grossi difetti (sono una nazi, lo so: perdonami), anzi: giusto qualche refuso qui e lì. La storia è carina e leggera, i personaggi sono i “pochi ma b(u)oni” e la nerd che è in me stava apprezzando ogni singolo riferimento (Clark e Loise? *-*). 
Vorrei inoltre sottolineare che Lilith, Barbara e Beatrice sono peggio di Romilde, Claretta e Teresa se ci si mettono. È doveroso spiegare che le donne da me citate, altro non sono che le amiche pettegole di mia nonna: non gli scappa niente, oh! Scott. Povero Scott. Ma che ti ha fatto di male? Non posso sbilanciarmi troppo per non fare spoiler, ma cavolo! Io e te facciamo i conti in privato, sappilo. Devi capire che io parteggio sempre per gli uomini e non si meritava di patire tutto quel tempo. Cattiva. Ah, spiegami anche la parte in cui Sparks si annovera tra le letture leggere, perché io con i suoi libri ho buttato la mia dignità dando di matto contro mia madre che mi vedeva inveire contro un non meglio precisato imbecille. Si fa per scherzare, eh. Non mi uccidere! Fortunatamente, la storia ha iniziato ad essere più frizzante e a piacermi un po' di più. 

“E l’ho capito. Che eri tu. Sei sempre stata tu.” qui, tesoro mio, ti sto odiando: ho usato queste stesse parole un paio di settimane fa riferite a 'na tipa, ma vabe… qui si sta divagando. Aspetta! “Perché sì, Becca. Ne vali la pena” anche qui ti odio. Le usai per il tipo che poi scelse la tipa. Grrrrr! Mi capisci, vero? VERO? Ho notato che ti sei tenuta sul vago per le descrizioni: io magari ne avrei fatte di più, giusto per caratterizzare meglio i personaggi (anche se, io, la terza di Rebecca la vorrei). Nel complesso, è una storia carina che mi sento di consigliare. 
 Ps: ho un cane ed un gatto e puntualmente il gatto prende a sberle il cane. La convivenza per loro è impossibile, al contrario di Reb e Scott. 
 Pps: non è il potere delle mutande, è IL POTERE DELLA P-A-T-A-T-A!!
Ophelie ha detto...

Anch'io odio quando non riesco ad entrare in sintonia con il protagonista

Dujour Whitespawn ha detto...

mi piace sempre quello che scrivi in questi post e come lo scrivi Lidia

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